L’aulin è un anitinfiammatorio che tra l'altro è efficace contro il mal di testa.
Ha un principio attivo che – non sparei dire in che modo – opera in modo tale da risolvere queste situazioni (almeno con me funziona).
Ma se io ho un forte mal di testa, decido di assumere questo farmaco e dopo pochi minuti noto un’attenuazione del dolore sorge un forte sospetto che qualcosa non torni.
Sto parlando di un effetto diciamo placebo ma un pochino più sottile. Effettivamente il miglioramento può essere dovuto non tanto all’assunzione del principio attivo quanto al sapere (perché già successo in passato) che quel principio attivo produce un certo effetto.
Cambia molto? Non troppo: il farmaco fa il suo effetto anche se non in maniera “diretta” ma piuttosto “indiretta” (se così vogliamo dire).
Ora mi chiedo: quante cose hanno questo comportamento?
E’ sempre così facile discernere tra l’effetto causato da un “rimedio” rispetto a quello causato dal “sapere che si sta applicando un rimedio?”
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