martedì 10 maggio 2005

La teoria del delta

Una teoria del delta l’ho inventata io. Non ha molta importanza se magari qualcun altro ha detto le stesse cose in forma diversa o nanche ella stessa forma. Intanto io ne ho inventata una, e proprio perché l’ho inventata io c’è una discreta possibilità che sia una grande stupidaggine!
Pensavo che l’uomo non ha il concetto dell’assoluto. Pure il nostro assoluto è sempr e un relativo.
E questa può essere una banalità.
Nel senso che ogni misura che facciamo sappiamo essere un confronto con un modello che è l’unità di misura. Può essere un’unità di misura conservata a Sevrés nel museo rispettivo oppure un modello riproducibile sperimentalmente. La cosa è stata ben architettata, ma questo confronto per noi dà sempre un concetto di assoluto che assoluto non è. La temperatura assoluta è sempre un confronto con una temperatura quindi è relativa e via dicendo.
Se questa cosa vale per ciò che è “fisico” cioè per ciò che percepiamo esternamente non potrebbe essere valida anche per ciò che percepiamo “internamente”?
E se non esistesse il bello e il brutto, il bene e il male ma solo un “meglio” e un peggio?
E allora quale sarebbe il senso di questi termini?
Intanto l’attenzione nostra si sposta su un altro concetto: il confronto. Senza confronto siamo spiazzati. Senza confronto non esiste nulla. La vita è confronto.

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