mercoledì 7 marzo 2007

La comunicazione

Ieri ho provato una forte emozione nel risentire una persona che non sentivo da molto tempo.
Era una bella sensazione ma anche unita ad una certa ansia. Poi mi sono reso conto che una parte della mia ansia era dovuta al fatto che non riuscivo a decifrare alcuni aspetti del comportamento di questa persona.
Ad essere più precisi ero in chat ed il fatto di non vedere nel volto il proprio interlocutore si potrebbe pensare che non facilitasse la situazione.
Ma ho l’impressione che - nonostante tutto - questo contasse poco. Anzi, al contrario la situazione poteva eliminare delle barriere di fraintendimento che possono sorgere proprio nel contatto diretto.
Strano.
Ma accade a volte che si riesce ad essere più diretti parlando via mail o via chat piuttosto che l’uno accanto all’altro.
Ma intanto mi rendevo conto che la mia ansia era volta rispetto a degli interrogativi che mi ponevo.
E alla fine questi interrogativi mi sono sembrati un po’ più chiari: la persona con cui interloquivo non dava alcun segno di coinvolgimento particolare relativamente al fatto che ci sentivamo nuovamente dopo un periodo relativamente lungo.
Mi chiedevo se stava celando le sue emozioni in quel momento.
Oppure era riuscita a controllarle sin dall’inizio - le sue emozioni, - in modo tale che l’assenza di contatto con me, anche se prolungata, non le aveva significato grossi cambiamenti interni - almeno cosciente mente?
In quel caso anche il sentirmi nuovamente poteva benissimo essere una cosa piacevole come bere un caffè in mezza mattinata, ma magari poco o niente più.
E – un po' sorprendentemente - per me era un dilemma..
Non ho trovato una risposta bensì un’altra domanda. Ma - per me - cosa cambia?
Cosa cambia tra chi ti ama ma non lo manifesta mai e chi non ti ama?
Cambierebbe qualcosa per me sapere che qualcuno mi ama ma non lo potrebbe manifestare mai?
E sono ancora alla ricerca di una risposta oppure….di un’altra domanda!

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