mercoledì 13 dicembre 2006

Lo scrittore

Mi piacerebbe molto scrivere, ma mi sto rendendo conto che forse non sarò mai uno scrittore… almeno finché ciò che determina questo mio desiderio è la mia grande ansia di comunicare.
Sembra una contraddizione ma mi sembra essere una regola di molte cose nella vita.
Non si riesce ad ottenere spesso una cosa finché questa assume il connotato di qualcosa di irrinunciabile. Al contrario la si riesce ad ottenere solo quando è opportunamente ridimensionata a riportata al suo valore reale.
Allora la mia ansia di comunicazione fa sì che io tenda ad essere sempre conciso: che ogni volta che cerco di esprimere un concetto, anziché prendermi tempo per delinearlo al meglio sento già le spinte del concetto successivo è come se il mio ipotetico interlocutore-lettore potesse sfuggire da un momento all’altro. Ma come si fa a parlare ad un lettore che sta per scappare?

Anzi, in questo modo forse io non sono abbastanza spostato sul lettore ma piuttosto su di me e su quella che rappresenta una mia personale esigenza.
E uno scrittore non si può permettere di essere troppo egocentrico in questo senso.
Non so se tutto questo si applica anche ai miei dialoghi: non so se sono un interlocutore piacevole e cosa significhi questo per me…
Non so se la mia ansia di mantenere il contatto con l’interlocutore può proprio per questo comprometterlo e credo che questo sia il mio cruccio principale.

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