mercoledì 23 ottobre 2019

Se fossimo alberi

Se fossimo alberi sapremmo che, man mano che cresciamo e ci riempiamo di gemme, rami, fiori e foglie ogni tanto dobbiamo perdere qualcosa di noi.

Se fossimo alberi capiremmo che per diverse ragioni qualche ramo si secca, si spezza o viene tagliato. A volte può essere un piccolo ramo secco, a volte un bellissimo ramoscello con fiori e gemme. 


Se fossimo alberi non ce ne preoccuperemmo.

Se fossimo alberi sapremmo che altre volte possiamo perdere grossi rami, pieni di gemme e foglie, rami che cadono improvvisamente o vengono tagliati senza spiegazioni per mille ragioni diverse. Ma anche se abbiamo trascorso tanto tempo e speso tanta energia per far germogliare, fiorire e fare frutti su quel ramo, sapremmo che l'albero rimane vivo, farà altri frutti e rami più grandi ancora.

Se fossimo alberi non avremmo paura neppure quando dovessimo essere ridotti così drasticamente tanto che a vedersi rimarrebbe solo un misero tronco o poco più. Non ci spaventerebbe perché sapremmo che quel dolore di vederci così spogli, ridotti e apparentemente privati di ogni vitaliità sarebbe il preludio per una crescita  ancora pù vigorosa, che genererà nuovi rami, nuove foglie e nuovi frutti ancora più numerosi perché il nostro tronco, nonostante sembri ridotto, sminuito ed annientato, al contrario di come appare si fortificherà ancora di più ed allungherà le sue radici sempre più a fondo.

Se fossimo alberi avremmo la pazienza e l'energia per ricominciare lentamente ogni volta orgogliosi dei nodi che compaiono sul nostro tronco e che portano il segno di tutti quei rami che si sono staccati ma che di fatto rimarranno ancora, nella parte più interna, accorpati per sempre e parte di noi.

Se fossimo alberi invecchieremmo e moriremmo, cambiando sempre e rimanendo sempre noi stessi, cercando di far germogliare fino alla fine quello che scorre dentro di noi, consapevoli che quando non potremo più protendere i nostri rami al cielo sarà il cielo a giungere fino a noi.

Iasser Rosàd Lons