Gli astronomi dibattono ormai da diversi anni a riguardo delle origini e delle implicazioni del cosiddetto "rumore cosmico di fondo", ovvero una radiazione che viene sempre rilevata dai sistemi di rilevamento più sofisticati anche isolando ed escludendo tutte le sorgenti conosciute.
Mi piace l'idea di associare questo rumore di fondo a ciò che ascoltiamo a volte la notte quando tutti i pensieri e i nostri coinvolgimenti della giornata tacciono temporaneamente.
Insieme con luci, rumori e persone intorno a noi, tutti i nostri impegni e impellenze o quant'altro tacciono.
Ed è allora che inizia a percepirsi il nostro "rumore di fondo".
Un po' come accade quando l'occhio lentamente si abitua all'oscurità e ci accorgiamo che esistono luci ed ombre che normalmente alla luce della giornata non sono visibili, così il nostro rumore di fondo può diventare sempre più forte e addirittura assordante.
Ed è in quel momento che ci accorgiamo del fatto che il fatto che sia più debole alla percezione non significa che sia in realtà meno importante o meno intenso alla sua origine, proprio come accade per i puntini luminosi delle stelle che riusciamo a scorgere e che testimoniano chissà quale enormità.
Il rumore di fondo è misterioso.
Alcuni astronomi hanno decretato che esso trae origine dai buchi neri, ai confini dello spazio, che continuano ad inviare e trasmettere radiazioni.
Anzi: hanno emesso in un tempo lontanissimo, proprio all'origine dei tempi, queste onde elettromagnetiche da cui si possono in teoria estrarre informazioni sulla genesi dell'universo.
E' molto affascinante pensare ad un viaggio nel tempo semplicemente osservando, amplificando ed analizzando un rumore di fondo: per gli astronomi è realtà quotidiana...
E il nostro rumore di fondo?
Da quale remoto o remotissimo passato proviene?
Da tempi oscuri, lontani, da un'infanzia ormai irremediabilmente corrotta dall'oblìo e dalla quale svettano solo ruderi di ricordi compromessi, instabili e ormai sopraffatti dal proliferare della vegetazione delle più recenti emozioni, sforzi ed elaborazioni mentali?
O forse addirittura da ancora più lontano?
Di ansie e paure che risalgono all'origine dei tempi quando non esisteva ancora la stella della nostra persona per esempio...
Quando si stavano formando le galassie delle generazioni precedenti o forse ancora più indietro quando si generava l'universo umano con le sue esplosioni da cui scaturivano nuovi indecifrabili corpi celesti: le emozioni.
Ed inevitabilmente come scorie, residui, oppure proprio come nuovo materialecosmico si generavano quelle che sarebbero state le nostre ansie, paure, debolezze. Irradiate, trasmesse e destinate a percorrere un viaggio lunghissimo: fino ad oggi, domani o forse fino alla fine dei tempi.
Certo è che difficilmente ci può capitare di essere di fronte ad uno spettacolo più affascinante, misterioso e spaventoso di quando siamo noi di fronte al nosro rumore di fondo, dove è presente un po' tutta la nostra essenza primordiale che ci sgomenta, diasbituati come siamo a percepirla e sempre nascosta dal suono assordante delle nostre giornate.
Ma se solo potessimo renderci conto che nascoste in quel rumore di fondo ci sono migliaia e migliaia di stelle, supernove e quant'altro... bé forse varrebbe un poì più la pena di spegnere ogni tanto le luci per camminare accanto ad un firmamento così spettacolare di emozioni e vita.